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Full text of "La Devâdâcy ballo in cinque attie e sei quadri"

( 









f 





BALLO IN CINQUE ATTI E SEI QUADRI 



DEL COREOGRAFO 



IPPOLITO MONPLAISIR 



MUSICA DEL MAESTRO 



G. DA-LL' JLiRGKIXsrB 



da rappresentarsi 

AL T38ATEO BE§XO SI TORXHG 



la Quaresima 1370. 




TORINO 

Tip. Teatrale di B. SOM, via Carlo Alberto, N. 22. 



Il Programma e la Musica del presente Ballo, sono 
di esclusiva proprietà del coreografo I. Monplaisir. 



PERSONAGGI 



ATTORI 



TIMOUR, radjah, re di D4khan . 
IIOLKAR, gran sacerdote di Eiora 
MOUM-SING, eunuco . 
AKBAR, mercante di schiavi 
ZIMETH, ufficiale di Timour 
SITA, devàdàcy (*).., 
RAMA, favorita del Re 
PAHLE, custode delle devàdàcy . 
Un idiota ..... 



Pul ini Ferdinando 
Cuccoli Angelo 
Bellini Giuseppe 
Belloni Guglielmo 
Yen a nzio G iov anni 
Legrain Vittorino, 
Cagnolis Paolina, 
Saint- Martin Maria 
N. N. 



Bagatteliieri - Pazzi - Guerrieri - Schiavi 
evàdàcy - Guardie - Armeni - Zìngari - Paria, ecc. 

4 



La Scena è nell' Indoìtan. 



(*) Cosi vengono chiamale in indiano le danzatrici celesti o figlie del Dio. 



Cortile intemo di un ricco palazzo nell'Indostan. 
Lago nel fondo. A sinistra un trono. À destra una 
gran porta dalla quale si accede al palazzo. In un 
canto la statua della Bellezza. 

Le donne di Timour, alcune mollemente sdraiate, 
altre danzando al suono dei sitar ah, altre bagnandosi 
nel Tank, si danno bel tempo. Sita, la devàdàcy del 
tempio sacro ad Elora, dietro ordine di Holkar, 
prende parte alle danze, sottraendosi poscia agli spet- 
tatori entusiasmati da tanta grazia e bellezza. Moam- 
Sing, il grande eunuco, annuncia L'arrivo del Re. 
Le donne s'affollano intorno a lui per sapere se egli 
è gaio o triste, e se reca nuovi doni. L'eunuco 
scuote mestamente il capo e narra essere il Re in 
preda a mal celato dolore e sì intenso che, né le 
danze delle sue donne, né le moine di Rama, che 
è pure là sua favorita, varranno a distorlo dai suoi 
cupi pensieri. 

La spiacevole notizia attrista le donne. 

Un colpo di tam-tam annuncia l'arrivo di Timour. 
Le donne si dispongono silenziose, secondo l'uso, e 
si inchinano rispettosamente al suo passaggio. 

L'eunuco domanda al Re se fra le donne che l'at- 
torniano havvene una a cui destini la coppa d'oro, 
pegno di favore. 11 Re fa un cenno negativo, poiché 
la donna cui serba il suo cuore è quella sola i cui 
lineamenti sono scolpiti sul medaglione che gli pende 
dal collo. 

Ma la donna che desidera Timour non si ritrova, 
quantunque siano stati spediti per ogni dove i mer- 
canti di schiavi in traccia di una creatura sì mera- 



6 

vigliosa. Il Re, nella sua fantasia esaltata si sarà in- 
vaghito della statua della Lakchami, dea della bel- 
lezza, che i Bramini hanno fatto erigere nella corte 
del palazzo, per rendere Brahma propizio a' suoi voti. 

Timour ordina che continuino le indagini dei mer- 
canti, promettendo colmare de' suoi favori colui che 
gli troverà l'ideale del su© amore. 

Holkar, l'ambizioso Bramino, gioisce seco stesso 
dei progressi che fa nell'animo del Re quella violenta 
passione, dovendo essa servire al trionfo dei suoi di- 
segni e accrescere il timore e il rispetto alla setta 
religiosa di Brahma. 

Moum-Sing annuncia che un mercante di schiavi 
attende d'essere introdotto. Ad un cenno di Timour 
viene ammesso colle sue donne nello zendnà (appar- 
tamento delle donne) con visibile dispetto di Rama, 
la favorita, che vedendosi dimenticata dal suo signore, 
si strugge di dolore e di gelosia. 

Rimasto solo col gran sacerdote, il re invoca da 
Brama la morte, piuttosto che veder delusa la sua 
passione e non trovare quella che ama. 

11 gran sacerdote lo esorta a pazientare e sperare, 
assicurandolo che Brahma saprà premiare la costanza 
del suo amore. Poi si ritira per mandare ad effetto 
un nuovo stratagemma ed esaltare maggiormente la 
fantasia del giovine monarca. 

Moum-Sing introduce il mercante di schiavi e le 
sue donne. 

Timour solleva i loro veli... ma non trova l'ideale 
del suo amore. Lungi dal commuoversi allo sfoggio 
di tanta grazia e beltà, il Re ordina che lo si lasci 
solo. 

S'odono da lungi squillare le trombe. Moum-Sing 
annuncia che il carro di Diagrinat sta per attraver- 
sare il cortile del palazzo. In tale circostanza il So- 



7 

vrano suol fare ricchi doni alle sacerdotesse, che 
vengono espressamente da Elora per la festa. Schiavo 
dell'uso, malgrado il dispetto che prova, Timour ac- 
consente ad assistere alla cerimonia. 

Il popolo irrompe nel cortile del palazzo. Cerre- 
tani, devàdàcy, fellahs, ecc. celebrano la festa dei 
poverelli, degli sventurati e dei pazzi. 

I Bramini precedono il carro della Dea. Holkar 
spia attentamente l'effetto che la vista della vaga 
sacerdotessa produrrà sul Re. 

Timour nell'atto che offre doni alla Dea, s'incontra 
in Sita, ne rimane estasiato; essa è l'incarnazione 
di quell'essere ideale che sogna da tanto tempo la 
sua accesa fantasia. Inebbriato, delirante d'amore 
vorrebbe far sua la danzatrice sacra. Ma le leggi 
vi si oppongono, Holkar e i sacerdoti di Brahma son 
là per farle rispettare, e siccome il popolo, timo- 
roso della vendetta della Dea, appoggia le proteste 
dei sacerdoti e freme minaccioso, Timour è suo mal- 
grado costretto a darsi per vinto, ma nel punto in 
cui il carro s'allontana, seco conducendo la vezzosa 
fanciulla, egli giura per Brahma che quella vergine 
sarà sua. 

Holkar indovinato i disegni del giovane si ripro- 
mette di trarne partito e p©r aggiungere esca al 
fuoco, rammenta a Timour che Elora non abbando- 
nerà mai una vergine a lei consacrata e che tutte 
le armi dell' Indostan sono impotenti contro i genj 
che la custodiscono, « É ciò che vedremo » risponde 
il Re. « È ciò che desidero » dice fra se l'astuto sa- 
cerdote « poiché tu vi lascierai potenza e vita.* 



ATTO &3B60HBO 



Giardino asiatico limitrofo al palazzo del Radjah. 

Rama, malgrado le preghiere di Moum-Sing, che 
la vede divorarsi di gelosia, ricusa di entrare nel 
suo appartamento. Tutto è perduto per lei, il Re 
partirà quanto prima in cerca della fortunata rivale; 
ma essa giura di opporsi al trionfo della sacerdo- 
tessa, dovesse, nella dura lotta che è decisa di in- 
traprendere, perdere la vita. 

All'avvicinarsi delle guardie del Radjah si ritira 
inosservata. 

Timour ordina ai suoi ufficiali di allestire il tutto 
per la partenza, avendo risoluto di mettersi alla 
testa del suo esercito e strappare la danzatrice ce- 
leste dal tempio della Dea. 

Gli ufficiali non fanno moto e s'inchinano rispet- 
tosi ai cenni del loro signore, mentre Rama, la cui 
gelosia è vivamente eccitata da Holkar, accenna che 
essa pure moverà sulle orme della rivale. 

ATTO T&EIO 

Campo dei guerrieri del Dekhan. Nel fondo una cam- 
pagna indiana nello splendore della più florida 
veaetazione. 

. L'esercito di Timour riposa le fatiche di una lunga 
marcia. I mercanti, che nell'India accompagnano 
sempre gli eserciti, vanno e vengono esercitando 
la loro professione. 



9 

Moum-Sing, per distrarre il Re, ordina che si 
faccia musica e si eseguiscano alcune evoluzioni e 
danze guerresche, alle quali prendono parte le a- 
mazzoni di Dombremy, di cui Rama fa parte. 

Un suono di trombe interrompe le danze ed i 
giuochi. Timour, temendo qualche sorpresa nemica, 
manda Zimeth ad esplorare. Dopo breve assenza il 
messo ritorna ed annuncia che la regina di Dhèly, 
passando in quei dintorni e udendo suoni festivi 
nel campo, domanda il favore di prendervi parte. 

Il Re acconsente tosto alla domanda. La regina 
si avanza accompagnata da Holkar, e seguita da 
isolani e da molte donne. La incognita non è altri 
che Sita, il cui fascino voluttuoso esalta gli astanti. 
Timour che ha concepito qualche sospetto, tenta 
invano di sollevare il velo che cela quella fanciulla 
agli avidi suoi sguardi, quand'ecco una delle amaz- 
zoni s'accosta inosservata alla regina, e toltole il 
velo, schiarisce ogni dubbio. Sita, ad un cenno di 
Holkar, s'invola. Rama, ansiosa di vendetta corro 
sulle sue traccie. 

Dietro un ordine di Timour, cessano i giuochi 
e tutti corrono sull'orme della fuggitiva, mentre il 
sacerdote di Brahma, rimasto solo col Re, tenta per- 
suaderlo che Sita, trasportata sulle ali di un genio, 
è già nel tempio d'Elora, ov'egli può rivederla, a- 
marla anche ed ottenere il suo amore, ma a patto 
che abbandoni tosto l'esercito e che si rechi solo 
in Elora. 

Timour, risoluto di tutto tentare, chiama a rac- 
colta i soldati e loro partecipa l'ardito progetto, or- 
dinando in pari tempo che ove non ritornasse e 
non avessero sue notizie, volino in di lui soccorso. 

I guerrieri lo supplicano di non abbandonare l'e- 
sercito, ma il Re non ascolta consigli, e segue Hol~ 



10 

kar che eode d'aver affrettata la perdita del giovine 
monarca e il trionfo della setta sacerdotale la quale 
ben presto dominerà, padrone assoluta, sugli abi- 
tanti del Dekhan. 



ATTO 61JAETO 

L'esterno del tempio sacro ad Elora. Nel fondo vedesi 
passare una carovana che recasi al tempio in pel- 
legrinaggio. 

Rama ha perduto le traccie della rivale; ma essa 
la attende nel tempio, ove quella poveretta dovrà 
imparare come si vendichi la favorita di Timour. 

S'ode un lieve fruscio di vesti è Sita che torna 

al tempio... Rama freme di gioja feroce, e colla 
mano sui suo katary spia il momento di colpire l'og- 
getto del suo odio, quando la preghiera della sera 
chiama i Bramini nell'atrio, e Sita penetrando mi- 
steriosamente nel tempio, sfugge quasi per miracolo 
alla vendetta della sua nemica. 

Holkar, giunto sul limitare del tempio, domanda 
a Timour se persiste nel suo disegno. « Fino alla 
morte » risponde il Re. «Allora seguimi» dice il 
perfido sacerdote « e bando alla debolezza » . 

A un cenno di Holkar, gli idioti, riveriti dagli 
Indiani, si scostano macchinalmente, le porte s'aprono 
come per incanto e il sacerdote ed il Re entrano nel 
tempio. 



Jl 
ATTO QUIHTO 



L'interno del tempio di Elora, illuminato dalla luna. 
Le cappèlle laterali sono debolmente rischiarate dal 
fuoco sacro mantenuto dalle Devàd&cy. 

Holkar e Tirnour varcano la soglia del sacro re- 
cinto. Il sacerdote previene il giovane monarca che 
in breve vedrà Sita, la vezzosa sacerdotessa, ch , egli 
può farsi amare e condurla anche seco, se essa vi 
acconsente, ma guai se nel tempio osasse carpirle un 
bacio, poiché diverrebbe all'istante preda di Bowenie, 
la dea che non perdona! 

Rimasto solo, Timour è in preda ad una febbrile 
ansietà, ma un'armonia celeste lo torna alla calma 
e di lì a poco il suo sguardo è estasiato dalla ap- 
parizione di alcune giovani vestali di Brahma, fra le 
quali avvi Sita, la sacerdotessa danzatrice. 

Timour, esaltato da tante grazie, trova però la 
forza di resistere al fascino che esercita sopra di lui, 
e a furia di preghiere e di suppliche la induce a 
seguirlo, ma nel punto in cui stanno per varcare \& 
' soglie del tempio sacro, nel punto in cui Sita si ab- 
bandona all'amante, egli ebbro d'amore non può re- 
sistere a tanta attrazione e depone un bacio sulla 
fronte della sacerdotessa. 

Allora s'ode un rumore terribile, il tempio è in- 
vaso dai sacerdoti di Brahma, capitanati da Holkar 
che si gettano sopra il Re, opprimendolo di ingiurie. 
I seguaci di Bowenie, ebbri di gioia, intrecciano una 
ridda infernale, e Timour, fuori di sé, cade tramor- 
tito al suolo. 



12 

Sita vola in di lui soccorso, gli strappa dal fianco 
il corno e sparge l'allarme. I guerrieri di Timour 
rispondono al segnale colle trombe, l'esercito si di- 
spone a venire in di lui soccorso. Riacquistati i sensi 
Timour, tenendo fra le braccia la sua Sita, fugge dal 
tempio. 

QUADRO II. 

L'esterno del tempio di Elora. L'esercito è accampato 
sulle montagne circostanti. 

Timour, varcate le soglie del tempio, è libero, 
ma la gelosa Rama non perdona; essa, istigata da 
Holkar, si precipita sulla giovine sacerdotessa e la 
ucciderebbe se Timour non le facesse scudo del suo 
corpo, e non ricevesse invece sua il colpo mortale. 
L'infelice monarca spira nelle braccia dell'amante, 
mentre i soldati trascinano altrove Rama. 

Il popolo acclama Re il Bramino Holkar, e la po- 
vera Sita paga pur essa colla morte il funesto amore 
che nudrì pel principe, giusta le leggi superstiziose 
deirindostan.